La Storia L'arte e il mare Il Gruppo Tirrenia Compagnia Tunisina di Navigazione
 HOME --> L'arte e il mare (Il palazzo) sabato 4 febbraio 2012 04.55 

L'ARTE E IL MARE

SONO VISITABILI IL PALAZZO E LA COLLEZIONE TIRRENIA.
INGRESSO GRATUITO
Palazzo della Tirrenia, Rione Sirignano 2, Napoli
La terza domenica di ogni mese (orario 10.00-13.00) escluso Agosto.


IL PALAZZO LA COLLEZIONE


La storia del palazzo Tirrenia e la decorazione degli ambienti.

Veduta del Palazzo Tirrenia dalla Villa comunale

La Tirrenia di Navigazione ha sede dal 1937 in uno dei più famosi palazzi di Napoli, situato nella Riviera di Chiaia, che dal XVIII secolo è stata la zona di insediamento preferito dai nobili per le loro dimore.
Le origini del palazzo risalgono al Cinquecento: nel 1535, per concessione dell’imperatore Carlo V e su autorizzazione del viceré Pedro de Toledo, don Ferdinando Alarcon, marchese della Valle e capitano dell’esercito spagnolo, fece costruire l’edificio in forme rinascimentali, con l’ingresso principale verso la spiaggia di Chiaia e con una torre quadrangolare a difesa del palazzo e dell’area circostante dagli attacchi della pirateria saracena.

Veduta del prospetto su Rione Sirignano

Le prime trasformazioni si ebbero, su progetto dell’architetto Fausto Niccolini, quando l’edificio fu scelto da Leopoldo di Borbone, conte di Siracusa, come residenza di famiglia. Radicali furono poi gli interventi condotti a partire dal 1889, con il passaggio del palazzo al principe Caravita di Sirignano. I lavori comportarono, su progetti e sotto la direzione di Francesco Chioccarelli ed Ettore Vitale, la completa ristrutturazione degli esterni secondo soluzioni di gusto neorinascimentale, fino a modificare la stessa dislocazione della facciata e dell’ingresso principale e il rifacimento di gran parte degli interni,con arredi e decorazioni di più raffinata e moderna inclinazione già floreale. Venduto nel 1917 dal figlio della prima moglie del principe, il palazzo fu infine ceduto nel 1937 alla nuova Società Anonima Tirrenia di Navigazione e sottoposto agli indispensabili interventi di restauro.

Gli interni, gli arredi e le decorazioni del palazzo sono in particolare dovuti alla ristrutturazione dell’edificio voluta dai Sirignano tra il 1889 ed il 1890.

Il monumentale scalone d’accesso al “piano nobile” è l’intervento che maggiormente caratterizza la struttura, per originalità e modernità di soluzioni tipologiche e di manifattura, con le parti scolpite da Francesco Jerace, di gusto ancora “neorinascimentale” e di più controllata inclinazione accademizzante, e quelle di raffinata eleganza floreale, opera del fratello Vincenzo. Ormai legati alla moderna Art Noveau sono i due bassorilievi raffiguranti la Fauna e la Flora ed i due vasi, firmati sulla base in marmo, posti all’incrocio tra le rampe e la suggestiva balaustra, eseguiti da Vincenzo Jerace.

Rilevanti anche gli interventi condotti in vari ambienti del “piano nobile” da qualificati ebanisti locali: un ruolo di rilievo spetta a Gennaro Cangiullo (padre del più famoso “futurista” napoletano, Francesco), autore dei sontuosi intagli lignei della sala da pranzo – nella quale domina il camino ligneo, opera di Emilio Franceschi – che si caratterizzano per soluzioni di gusto che oscillano tra le tendenze neorinascimentali e aperture in stile floreale che si ritrovano nei ricercati interventi nel salone da ballo (oggi sala del Consiglio di Amministrazione della Tirrenia) condotti con abilità da Ignazio Perricci.

Gran parte delle decorazioni a fresco nelle stanze private, oggi perse, furono realizzate su incarico del principe di Sirignano da Luigi Maria Foschini e da Edoardo Dalbono, uno degli artisti più apprezzati del tempo.


La Società Tirrenia è nota non solo per essere la più grande compagnia di navigazione del Mezzogiorno d'Italia e tra le maggiori in Europa nel settore delle navi traghetto, ma anche per avere sede in quello che è ancora noto ai napoletani come "Palazzo Sirignano". Visto che i nomi dei luoghi e degli edifici mantengono per anni e secoli denominazioni ormai desuete, basterebbe ancora qualche decennio perchè il nome Tirrenia sostituisca quello, indubbiamente più suggestivo, dei Sirignano. Ma la Tirrenia, che ha il merito di aver salvato dalla distruzione completa le memorie storiche del palazzo e di averne ripristinato il decoro esterno ed interno, restituendogli così il carattere di emergenza storico - architettonica tra le più imponenti nell'aristocratica Riviera di Chiaia in Napoli, vuole fare ancora un passo verso una più completa identificazione tra la propria vicenda societaria ed il patrimonio d'arte che, per vari motivi, si trova ad essere di sua proprietà. Ed ecco che essa si presenta in una configurazione diversa dalla sua veste istituzionale: quella di collezionista d'arte.

Le grandi sale ottocentesche - oggi interamente recuperate grazie agli interventi di restauro e ripristino commissionati dalla Tirrenia - sono state scelte per esporre una serie di opere che esprimono la continuità di un rapporto con l'arte nato con la nascita stessa della Società.

Nell'aver raccolto in una unica sintesi le opere che sono rimaste in possesso del Gruppo, mi ha spinto altresì la speranza che ciò costituisca una sorta di vincolo morale che ne eviti, in futuro, la dispersione come, purtroppo, è già accaduto per una cospicua parte del patrimonio artistico di quel complesso armatoriale di cui Tirrenia faceva parte.

Per il futuro, il mio personale auspicio è che il Gruppo Tirrenia conservi e potenzi il ruolo di grande rilievo che ha avuto e che ha nell'economia marittima del Paese e che la sua vicenda imprenditoriale continui a rimanere così intensamente legata al palazzo che ne è la sede ed ai tesori che esso custodisce.


Cav. Lav. Franco Pecorini
Amministratore Delegato
Tirrenia di Navigazione S.p.A.

Vincenzo Jerace
Scalone d'ingresso


Vincenzo Jerace
Scalone d'ingresso, vaso a radiolari


Ignazio Perricci
Decorazione della sala da ballo



Emilio Franceschi
Camino


Vincenzo Jerace
Scalone d'ingresso, particolare con la flora


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